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| Interviste |
LE INTERVISTE POSSIBILI DI IRENE ADLER: NERO WOLFE
Sono a New York nella Trentacinquesima Strada di fronte alla famosissima casa di arenaria dove vive Nero Wolfe. Sono in anticipo di una ventina di minuti, ma fa freddo e nevica; decido di non aspettare. Busso.
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A.G. Mi chiamo Archie Goodwin. E voi?
A.I. Buona sera, sono Irene Adler. Ho un appuntamento col signor Wolfe alle 18,00.
A.G. Accomodatevi. Il signor Wolfe scendera' esattamente fra diciannove minuti.
A.I. Sapete che assomigliate a Clark Gable?
A.G. Nessuno puo' dire che rassomiglio a un attore, ma se proprio dovesse dirlo, be', assomiglio piu' a Gary Cooper che a Clark Gable.
A.I. Ho sentito tanto parlare delle orchidee del signor Wolfe, non sarebbe possibile vederle?
A.G. Devo chiedere.
Goodwin solleva il telefono, parla brevemente. E' fatta, il capo ha detto si'.
Che meraviglia! Non e' facile passare senza fermarsi attraverso i banchi carichi di orchidee multicolori: lo spettacolo e' veramente unico al mondo. Mi fermi a guardare un vaso di Miltonia Roezli carico di boccioli. Era il piu' bell'esemplare di Miltonia che Wolfe e Thodore avessero mai coltivato. Lo spettacolo era ancora piu' affascinante, con la neve che danzava candida sul tetto di vetro della serra. Di Wolfe, nessuna traccia.
Dopo un quarto d'ora scendo e vengo fatta accomodare nello studio. Wolfe e' seduto alla scrivania.
Wolfe Buongiorno! Mi scuserete se non mi alzo. Non sono sgarbato, sono soltanto poco agile.
A.I. Buona sera signor Wolfe, e grazie per avermi ricevuta.
Wolfe Signora, sono onorato della vostra visita. Perche' ci avete messo tanto? Il signor Goodwin vi ha telefonato sei ore fa.
A.I. Quando il signor Goodwin mi ha telefonato ero impegnata. Poi sapevo che sareste stato nelle serre fino alle 18,00.
Wolfe Volete bere qualcosa? Whisky? Caffe'? Spremuta d'arancia?
A.I. No, Grazie.
Wolfe Se volete qualcosa, non fate complimenti. Io berro' della birra.
A.I. Bella posizione, questa della vostra casa. Vicino al fiume, abbastanza centrale, e nello stesso tempo in un angolino tranquillo, praticamente tutto vostro.
Wolfe Si', l'ho comprata molto tempo fa, e ne sono soddisfatto.
A.I. Possiamo cominciare.
Wolfe Per prima cosa vorrei raccontarvi un episodio della mia vita che risale a circa venticinque anni or sono. Spero che non vi annoiera' troppo. Fu prima della guerra, a Figueras... Ero un giovincello, allora, e tuttavia mi trovavo in Spagna, incaricato dal governo austriaco di una missione segreta. La pista di un tale che seguivo mi condusse a Figueras: dove una sera, alle dieci, entrai in una modesta osteria sulla piazza principale e chiesi da mangiare. La padrona, che serviva in tavola, mi disse che non le era rimasto molto; e mi porto' del vino, del pane e un piatto di salsicce. Ebbene, vi so dire che lo stesso Lucullo non gusto' mai una pietanza simile a quelle salsicce, neppure Brillat-Savarin. Ne' Vatel o Escoffler cucinarono mai nulla di cosi' squisito. Domandai alla buona donna dove comprasse quelle salsicce, e lei mi rispose che le preparava suo figlio. Chiesi di poterlo conoscere: ma purtroppo in quel momento non era in casa. Pregai allora la padrona di favorirmi la ricetta della squisita vivanda, ma la sapeva soltanto suo figlio… Mangiai altri tre piatti di salsicce, e presi appuntamento con la brava donna per incontrarmi col figlio all'osteria il mattino seguente. Ma un'ora dopo l'uomo che pedinavo se ne ando' a Port-Vendre's dove prese un battello per Algeri; ed io fui costretto a seguirlo. Quella caccia mi condusse poi fino al Cairo; e altri doveri mi impedirono di tornare in Spagna prima della guerra. Ah! Mi basta chiudere gli occhi, che sento ancora il gusto di quelle salsicce.
A.I. Il cibo. Non date troppa importanza al cibo?
Wolfe Avete mai assaggiata la trippa alla Creola, alla moda di New Orleans? O il prosciutto del Missouri cotto con aceto, sidro dolce ed erbe aromatiche? O un pollo in salsa d'uovo coagulata con uva passa, cipolle mandorle, Xerés e salsicce messicane? O l'aragosta di Newburg? Avete mai mangiato una bistecca al sangue alta due dita, guarnita di prezzemolo americano, e di fette di limone nostrano, e circondata di una purea di patate che si scioglie sulla lingua, e di fette di funghi freschi, ancora un po' al dente? Ma avete mai assaggiato un brodo di pollo con lo Xe'res? Ma no, vedo che non avete mai assaggiato queste delizie.
A.I. Non traete delle conclusioni affrettate. Vengo dall'Italia e adoro mangiare. Pero' mi sembra ugualmente eccessivo, addirittura patologico, il vostro attaccamento al cibo.
Wolfe Quando vennero gli austriaci noi dovemmo combattere a mani nude contro di loro, che erano armati di tutto punto: le unghie contro le mitragliatrici, insomma; e non avevamo da mangiare. Logicamente, dunque, avrei dovuto essere morto, poiche' un uomo non si puo' nutrire d'erba come i buoi; e tuttavia rimasi al mondo. Quando entrarono in guerra gli Stati Uniti, percorsi a piedi un migliaio di chilometri per unirmi al nostro esercito, e potei mangiare di nuovo.
A.I. Ma non si trova mai a disagio con questa mole?
Wolfe Signorina, io ho addosso tutto questo grasso per isolare i miei sentimenti. Un paio di volte essi ebbero il sopravvento su di me, e fu allora che decisi di ingrassare.
A.I. A proposito di sentimenti. Siete romantico?
Wolfe Ho il temperamento romantico, ma non la struttura fisica... c'e' stato un tempo in cui ero stupidamente romantico. Lo sono ancora, ma adesso mi domino perfettamente.
A.I. Si dice che non possiate soffrire le donne, e' vero?
Wolfe Non posso soffrire le donne? Una volta sola in vita mia sono scappato, letteralmente scappato via da una persona, e questa persona era una donna montenegrina.
A.I. Ma cosa pensate delle donne?
Wolfe Mah! Le donne sono animali straordinari, che molto spesso riescono a vincere le loro battaglie. Io stesso serbo soltanto un'apparenza d'immunita'..., perche' starei fresco se nella mia professione mi lasciassi influenzare dal fascino femminile!
A.I. Parliamo della vostra professione, fate il poliziotto?
Wolfe Non sono un poliziotto. Sono un investigatore privato: mediante compenso scopro i delinquenti, procuro le prove per le quali essi vanno al penitenziario o alla sedia elettrica, secondo i casi.
A.I. Mi scusi l'imprecisione. Perche' ha deciso di fare questo mestiere?
Wolfe ...ma l'investigazione non e' soltanto un mestiere, arte, scienza. E' un prodotto complesso di sensibilita', di intuito e di equilibrio. Un insieme di cose che si potrebbero paragonare a un radar. Consideriamo il signor Goodwin, ad esempio. Per me sarebbe estremamente difficile rendere il cento per cento, senza di lui come aiutante. E' insostituibile. Eppure le sue azioni sono largamente governate dall'impulso e dal capriccio, un tratto di carattere che in teoria dovrebbe renderlo inutilizzabile per imprese di grande momento. Ma, dentro di lui...nel suo cervello, forse, quantunque per molte ragioni io tenda a dubitarne...vi e' un poderoso e sensibilissimo organo di controllo. Vedete, io non ho nessuna simpatia per gli omicidi sebbene in fondo siano loro che mi procurano i mezzi per vivere; ma aborro, letteralmente, quegli assassini che pagano un furfante qualunque perche' li sbarazzi della persona che sta loro sullo stomaco. Chi uccide direttamente, per lo meno macchia di sangue le proprie mani, non quelle altrui; ma chi paga perche' si uccida... Puah! Questo e' peggio che ripugnante, e' abbietto e disonorevole.
A.I. Ma lei indaga su omicidi e delitti solo perche' le procurano da vivere o c'e' anche dell'altro?
Wolfe Gia' da parecchi secoli l'umanita' ha compreso che e' impossibile per un uomo solo proteggersi contro un omicida, dato che e' facilissimo compiere un delitto; e percio' si e' convenuto che gli uomini potessero proteggersi scambievolmente, mediante un organismo chiamato giustizia.
A.I. Mi risulta che sia un grande lettore.
Wolfe Io leggo molti libri.
A.I. Gottlieb, il professore di psicologia ha scritto un libro che si chiama "La psicologia dell'investigazione criminale", lo conosce?
Wolfe Un libro che un delinquente intelligente dovrebbe mandare in regalo a tutti gli investigatori che conosce.
A.I. Forse. L'opinione che il professor Gottlieb ha di voi e' piu' lusinghiera. Quando gli telefonai, mi rispose che non eravate suscettibile di analisi, perche' dotato di un'intuizione diabolica, e che eravate non solo un artista pieno di sensibilita', ma anche un uomo onesto.
Wolfe Bene, ha spesso ragione, del resto.
A.I. Che cos'e' un ego?
Wolfe Vi sono svariate definizioni, filosofiche, metafisiche, psicologiche, e oggigiorno anche psicanalitiche. Ma io so il termine per indicare la facolta' insita in un individuo di dare molto peso a tutto cio' che esalta la sua personalita', e di minimizzare tutto cio' che la deprime.
A.I. Ancora poche domande, so che per nulla rimandereste la vostra cena...
Wolfe La mia cena non puo' mai aspettare. O meglio, non sono disposto a farla aspettare.
A.I. La cena non puo' aspettare, le orchidee nemmeno. Non le sembra di essere troppo rigido?
Wolfe ...se ammettessi qualche eccezione ai miei orari, ben presto sarei senza piu' orari del tutto.
A.I. Per chiudere: quale opinione ha della cultura?
Wolfe La cultura e' come il denaro; affluisce piu' facilmente nel bagaglio di coloro che meno ne hanno bisogno. Purtroppo. Ebbene, andate ora signorina, e… arrivederci.
A.I. Avrei ancora un milione di domande da fare. Ci possiamo rivedere?
Wolfe Mi fareste piacere.
A.I. L'ultima domanda. Credete di essere onnipotente?
Wolfe Sono un genio, non un dio. Un genio potra' scoprire segreti nascosti e svelarli, ma solo un dio e' in grado di crearne degli altri.
A.I. Grazie e arrivederci.
Wolfe E cosi' abbiamo finito Spero che il nostro pomeriggio non sia stato sprecato.
A.I. Assolutamente no, anzi.
(NdA) Si mormora, nel "fantastico" ambiente letterario, che Nero Wolfe sia il frutto di una passione travolgente fra Sherlock Holmes e la stessa Irene Adler.
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